Le buone notizie si dicono a bassa voce

scritto da Seymour Glass
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Testo: Le buone notizie si dicono a bassa voce
di Seymour Glass

Con calma le volto le spalle, mentre porto le mani leggermente dietro la schiena e mi appoggio al bordo del bancone.
Per una frazione in più del tempo ragionevole, contemplo lo scaffale delle sigarette.
Quando sono sicuro che la mia svogliatezza sia stata percepita, proferisco parola.
- Camel Blu.
E principio a compiere con lentezza il gesto di afferrarne un pacchetto.
Come da copione la signora paga e va via senza salutarmi. 

Sono cinque anni che mi occupo del tabacchi di mio padre, che prima era stato di mio nonno. La mia famiglia aveva pianificato di ampliare i locali e iniziare a fornire più servizi nel periodo in cui stavo finendo il liceo, in modo da impiegarmi nell'attività. Ed è così che hanno fatto, senza chiedersi però se fosse quello che volevo.
Mi avevano sempre fatto avere tutto ciò che potessi desiderare, perciò non mi sembrava il caso di deludere le loro aspettative. Francamente però avevo altri piani.

Ad ogni modo è andata così, mi hanno messo a fare una cosa con la quale non c'entravo niente e che per me non aveva alcun valore.
Il lavoro mi è sembrato sin da subito monotono. 

Nel corso di questi anni ho spesso pensato a dove sarei oggi se allora avessi avuto la forza di esercitare la mia volontà.
La strada giusta mi si era palesata, una cosa così rara.
Non sono riuscito a sfruttare quella rivelazione e sono convinto che non arriverà certo una seconda opportunità, quindi mi accontento di essere l'ombra di me stesso.
Comunque non voglio incupirmi proprio stasera pensando a queste cose. 



L'aria era fresca quella sera, lui con fare tranquillo aveva chiuso il negozio e abbassato la saracinesca. Poi aveva slegato la bici e si era messo in sella. Un vento tiepido gli soffiava sul volto.

Aveva lasciato la bici in giardino e raggiunto la porta d'ingresso. Prima di bussare aveva sfilato il telefono dalla tasca e composto un numero.

Quando la madre gli aveva aperto, la chiamata si era già interrotta senza che lui portasse il cellulare all’orecchio.

Il padre dormiva sulla poltrona del soggiorno. Non era il caso di svegliare di soprassalto un uomo col cuore debole, per cui per parlargli il ragazzo gli si era avvicinato lentamente.

Si era chinato verso il suo orecchio e gli aveva sussurrato poche parole:
- Pà, ho fatto saltare in aria il tabacchi.

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